come aprire un negozio
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COME APRIRE UN NEGOZIO

Con l'avvento della Legge Bersani, il processo per aprire un negozio risulta molto semplificato rispetto al processo anteriore.
La legge prescrive che l'attivitá commerciale deve fondarsi sul principio della liberta' di iniziativa economica privata e che risulta assolutamente necessario sostenere e aiutare lo sviluppo delle imprese operanti nell'industria, nel commercio, nell'artigianato. Il fine principale è quello di promuovere la competitivita' delle imprese nel mercato globale e la razionalizzazione della rete commerciale, anche in relazione all'obiettivo del contenimento dei prezzi e dell'efficienza della distribuzione.

Date queste premesse, si é sentito il bisogno di eliminare le difficoltá che si presentavano prima del 2006, per cui i vecchi requisiti per aprire un'attivitá commerciale restano piú o meno vigenti solo per quei soggetti che vogliono aprire un negozio con piú di 250 mq di superficie in un Comune con una popolazione superiore ai 10.000 abitanti, e con piú di 150 mq in un Comune con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti.
Se la superficie da adibire al commercio è invece inferiore ai limiti previsti, chiunque puó avviare un'attivitá di vendita, basta che la merce sia ovviamente legale.

Prima del 2006 chi voleva aprire un negozio doveva chiedere la cosiddetta licenza. Oggi è sufficiente inviare una comunicazione di inizio attivitá al Sindaco del Comune in cui si vuole aprire il negozio.
La comunicazione deve ribadire il fatto che l'apertura del negozio rispetta tutte le normative del settore economico in cui l'attivitá economica ricade. Un altro requisito caduto con la Legge di liberalizzazione del commercio riguarda la distanza minima che un tempo bisognava rispettare per aprire un'attivitá commerciale simile o concorrente.

Oggi la regola della distanza minima non esiste piú, perció chiunque puó aprire per esempio un negozio di abbigliamento per bambini vicino ad un altro giá avviato.
Anche tutte le regole legate alla divisione tra i settori merceologici è caduta. L'unica e rilevante distinzione riguarda al giorno d'oggi le due tipologie base: alimentari e non alimentari.
La distinzione è fondamentale, perché per aprire un'attivitá commerciale nell'ambito del settore alimentare è assolutamente imprenscindibile aver frequentato e possedere un attestato di frequentazione con esito di un corso professionale per il commercio nel settore alimentare. Il corso deve essere riconosciuto dalla Regione.

Il requisito della professionalitá è indispensabile solo per chi voglia aprire un'attivitá commerciale alimentare.
L'attestato deve essere a nome del titolare dell'impresa commerciale o del preposto all'attivitá commerciale.


Nello specifico, il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114 'Riforma della disciplina relativa al settore del commercio', al Titolo II 'Requisiti per l'esercizio dell'attivita' commerciale' all'art.5, prescrive che l'esercizio, in qualsiasi forma, di un'attivita' di commercio relativa al settore merceologico alimentare, anche se effettuata nei confronti di una cerchia determinata di persone, è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:
a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio relativo al settore merceologico alimentare, istituito o riconosciuto dalla regione o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;
b) avere esercitato in proprio, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, l'attivita' di vendita all'ingrosso o al dettaglio di prodotti alimentari; o avere prestato la propria opera, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, presso imprese esercenti l'attivita' nel settore alimentare, in qualita' di dipendente qualificato addetto alla vendita o all'amministrazione o, se trattasi di coniuge o parente o affine, entro il terzo grado dell'imprenditore, in qualita' di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'INPS;
c) essere stato iscritto nell'ultimo quinquennio al registro esercenti il commercio di cui alla legge 11 giugno 1971, n. 426, per uno dei gruppi merceologici individuati dalle lettere a), b) e c) dell'articolo 12, comma 2, del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375.

In caso di societá il possesso di uno dei requisiti di cui al comma 5 è richiesto con riferimento al legale rappresentante o ad altra persona specificamente preposta all'attivita' commerciale.
Le regioni stabiliscono le modalita' di organizzazione, la durata e le materie del corso professionale, garantendone l'effettuazione anche tramite rapporti convenzionali con soggetti idonei. A tale fine saranno considerate in via prioritaria le camere di commercio, le organizzazioni imprenditoriali del commercio piú rappresentative e gli enti da queste costituiti.
Il corso professionale ha per oggetto materie idonee a garantire l'apprendimento delle disposizioni relative alla salute, alla sicurezza e all'informazione del consumatore. Prevede altresí materie che hanno riguardo agli aspetti relativi alla conservazione, manipolazione e trasformazione degli alimenti, sia freschi che conservati.

Le regioni stabiliscono le modalita' di organizzazione, la durata e le materie, con particolare riferimento alle normative relative all'ambiente, alla sicurezza e alla tutela e informazione dei consumatori, oggetto di corsi di aggiornamento finalizzati ad elevare il livello professionale o riqualificare gli operatori in attivita'. Possono altresí prevedere forme di incentivazione per la partecipazione ai corsi dei titolari delle piccole e medie imprese del settore commerciale.

Oltre ai requisiti professionali è importante sottolineare che alcune persone non possono aprire un negozio apriori.
La legge infatti prescrive che non possono esercitare l'attivita' commerciale, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione:
a) coloro che sono stati dichiarati falliti;
b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c) coloro che hanno riportato una condanna a pena detentiva, accertata con sentenza passata in giudicato, per ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina;
d) coloro che hanno riportato due o piu' condanne a pena detentiva o a pena pecuniaria, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attivita', accertate con sentenza passata in giudicato, per alcuni delitti specifici e ovviamente per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti;
e) coloro che sono sottoposti ad una misura di prevenzione ovvero siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza.
Il divieto di esercizio dell'attivita' commerciale permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena é stata scontata.

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